Porca miseria, ciao! Quanto tempo… Come va?
Mah, insomma… Dalle mie parti direbbero “tirande”, senza voglia di scrivere, ma visto che ogni ispirazione, anche di un secondo va colta subito, via…
Dai, basta cazzate. Perché non scrivi, continui a nasconderti e continui a cazzeggiare su social network morti che camminano? Come dice il pionier-bloggheri, perché non ppensi ppiù pper ppost?
Sono qui, accontentati.
Sai, a volte basta un semplice post letto per caso e subito si scatena la furia auto-accusatoria e paranoie varie. E’ per questo che torno qua così raramente..
Ah sì? Io ho una teoria: sarà perché non leggi su carta? O perché continui a tenere 10 finestre aperte con articoli che non leggerai mai, informazioni che ti servono quanto un due di picche quando il cittadino tiene ‘i coppe, scritti magari in italiano approssimativo e che fra 5 minuti avrai già dimenticato?
Dai, con tutti sti perché… Ti dico solo che stavolta è scattato qualcosa, proprio da uno di questi post, uno di quelli un po’ più lunghetti che per pigrizia si lasciano da parte, in attesa di una voglia che il più delle volte non arriva mai. A volte invece torna un po’ di curiosità mista all’ansia per quei “300 elementi da leggere” che si tenta di scremare in un quarto d’ora di fugace attenzione.
Così mi sono messo davanti a questi vecchi articoli, ma uno dei tanti non era più raggiungibile.
F5, ricarica, fai quello che vuoi ma quelle parole non esistono più.
E pensare che in un primo momento il titolo aveva invogliato e l’argomento pure. Dico ok, lo metto da parte e domani lo leggo…
Un mese dopo, giusto un giorno prima che il reader lo cancellasse dalla sua e dalla mia memoria ecco che non trovo più niente. Vuoto. E’ lì che si materializza il nulla. Nessun rimpianto e nessun rimorso direbbe un noto maitre a penser so 90′s. Chi se ne frega di quel post, di quello che mi sono perso e via dicendo.
Da lì il colpo di genio, l’ispirazione, la folgorazione. Insomma, la scoperta dell’acqua calda: che cazzo ci sto a fare con questi 300 post, con queste parole effimere di cui domani non avrò nemmeno un lontano ricordo?
E allora perché continui? Perché non leggi un buon libro e poi butti giù due righe sui cazzi tuoi?
Perché sono pigro, perché mi creo falsi bisogni pseudo-letterari e leggo meno di 5 libri l’anno.
Leggendo su così pochi fatti ma di tante opinioni sugli argomenti più disperati fatico a discernere la mia opinione da un miscuglio di post altrui e tutto sembra già scritto, già vissuto e già letto.
Dai, non rompere le palle e butta giù due righe sull’ultimo film che hai visto.
E qual è l’ultimo film che ho visto? E chi se lo ricorda. Ah, quella vaccata di Inception, o forse Cul de sac? Potrei romperti con la delusione per il primo o con una frase lapidaria sul secondo, ma la pigrizia stravince. Come ne usciamo?
Mettendo giù 750 words al giorno, e così magari ti sblocchi.
Non scherziamo: finché si tratta di scrivere per nessuno può andare, ma annoiare altri con banalità autoreferenziali? Non scherziamo. Impasse, come ne usciamo?
Ne usciamo con un titolo di quelli cazzoni che tanto ti piacciono e una pagina di word piena.
Sì, di autocommiserazione e cazzi miei.
Non erano forse i cazzi tuoi il motore di tutto ciò che hai buttato giù in cinque anni?
Touché, però non chiedermi di rimettere online l’archivio ché fra un mese rischio che netsons mi chiuda tutto e faccio pure un grande sforzo a salvare tutto nel caso cambiassi idea.
Ok, a buon rendere. E fatti vedere più spesso.
Sì, magari quando mi fanno la summer card uno squillino te lo faccio.
Scemo, ciao.
Ciao.
Sì ecco, magari fatti vedere più spesso!